lunedì 6 novembre 2017

Università di Cambridge: "decolonizzare" il curriculum di studi

Lettera alla Facoltà
Lo scorso giugno circa 150 studenti dell'Università di Cambridge in una lettera aperta hanno rivolto alla Facoltà di inglese la richiesta di "decolonizzare" il programma di studi, perchè venga assicurata la presenza di scrittrici, scrittori neri e minoranze etniche.
Il programma attuale, sostengono, “eleva autori maschi bianchi a scapito di tutti gli altri” e rischia di perpetuare il razzismo istituzionale.
Citando Edward Said, lo scrittore americano noto per la sua critica del concetto di orientalismo, i firmatari hanno denunciato il "canone" eurocentrico dell'attuale curriculum di studi, eredità della storia imperiale britannica, che porterebbe a marginalizzare e a dare una falsa rappresentazione degli scrittori del sud del mondo. Ignorare il pensiero postcoloniale e le questioni di razza e di genere condurrebbe ad una conformità di pensiero, causa di esclusione degli stessi studenti provenienti da culture ed esperienze diverse (BME students).
Tra le proposte finali della lettera, l'inserimento nei testi d'esame e nei seminari di autori postcoloniali e BME, una maggiore inclusione e una diversa formazione per i supervisori.

Cosa significa BME / BAME?
Sia all'interno della lettera degli studenti, che nel dibattito da essa suscitato, di cui vi è traccia nei
giornali britannici di questi giorni, vengono spesso citate le sigle BME/BAME.
Black and Minority Ethnic (BME), o Black, Asian and Minority Ethnic (BAME), secondo il londinese Institute of Race Relations, è, semplificando, il termine con cui in Gran Bretagna si definiscono i membri di comunità non-bianche.
Nonostante il loro diffuso uso, i significati precisi di queste sigle, così come quelli di inclusione e esclusione, rimangono sfuggenti e soprattutto limitanti, perchè presuppongono che gli individui BME/BAME siano un gruppo omogeneo (cinesi e africani lo sono?), oppure
che lo siano gli specifici gruppi etnici che ne fanno parte (i caraibici formano un unico gruppo?), impedendo così alle singole persone di definirsi sotto altre forme.
Si preferisce quindi parlare di BME/BAME, in riferimento alle discriminazioni e alle barriere che tali gruppi devono affrontare, soprattutto in ambito lavorativo o economico sociale, come evidenzia un recente articolo pubblicato sull'Indipendent, l'inchiesta del Guardian, o le statistiche pubblicate dall'IRR sulle categorie di persone che hanno più probabilità di venire fermate o arrestate.
Ormai frequente è anche l'allargamento di questo concetto di esclusione ad altre comunità, poste ai margini non (solo) per il colore della pelle, ma anche per profondi motivi di discriminazione culturale: donne, latinos, LGBTQ, disabili.
Lo scrittore Mark Trevor Phillips, londinese originario della Guinea britannica, già da tempo sollecita l'uso di una terminologia diversa, suggerendo di adottare termini usati comunemente negli Stati Uniti, come “visible minorities” or “people of colour”, a loro volta però non meno ricchi di insidie.


Autrici e autori BME/BAME
Sollecitati dal dibattito nato a seguito della lettera sottoscritta dagli studenti di Cambridge,
diversi giornali hanno pubblicato liste di autrici e autori BME/BAME.
Lo scorso 25 ottobre il Telegraph ha proposto la lista di 10 autori BAME da non perdere (per sua bontà, 5 maschi e 5 donne), seguito lo scorso 2 novembre dal magazin indipendente degli studenti britannici, The National Student, che ci propone 20 autori BME.

Nel 2016 è stato istituito il Jhalaz Prize per la migliore opere pubblicata in Gran Bretagna da scrittori  BAME, con lo scopo di far fronte alla scarsa rappresentazione degli scrittori provenienti da contesti culturali diversi. Un rappresentante dei Tory si è rivolto alla Commissione per la parità e per i diritti umani denunciando questo premio per discriminazione.
Ispirati dal dibattito in corso, e dalla recente assegnazione del premio Nobel allo scrittore giapponese naturalizzato britannico Kazuo Ishiguro, segnalato nella lista del Telegraph fra i 10 autori BAME da non perdere, abbiamo pensato di dedicare l'editathon di Wikipedia che si svolgerà il prossimo 22 novembre al tema: Londra multiculturale: autrici e autori BME/BAME.
Ai prossimi aggiornamenti! :-)

Riferimenti
Open Letter
Lola Olufemi, Postcolonial writing is not an afterthought; it is British literature - 21 June 2017
Varsity, English Faculty discusses decolonisation in wake of open letter, 19 October 2017
BBC, Does Cambridge University need to widen a "whitewashed" reading list? - 26 October 2017

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