martedì 31 gennaio 2017

La ricezione di Čechov nel simbolismo russo

Foto di Dmitrij Sergeevič Merežkovskij.
Titolo: La ricezione di A.P. Čechov nel simbolismo russo: due casi (D.S. Merežkovskij e A. Belyj)
Autore: Adriana Scamporrino
Relatore: Daniela Rizzi
Correlatore: /
Corso di laurea: Lingue e letterature europee, americane e postcoloniali
Tipo: tesi di laurea
Pagine: 151
Anno accademico: 2014/2015
Link: http://hdl.handle.net/10579/7102

Abstract: La tesi tratta della ricezione dell'opera di Anton Pavlovič Čechov nel simbolismo russo. In particolar modo, la ricerca si concentra sulla critica di Dmitrij Sergeevič Merežkovskij, convenzionalmente definito come uno dei fondatori di questo movimento, il cui fiuto letterario individuò precocemente il talento čechoviano: grazie alla pubblicazione di articoli e saggi a partire dal 1888, Merežkovskij (che conobbe personalmente Čechov) rintracciò nello scrittore caratteristiche affini alla “nuova arte” tramite un'analisi puntuale della sua produzione letteraria, concentrandosi soprattutto sulla sua prosa. Il terzo capitolo ha come oggetto di studio le pubblicazioni di Andrej Belyj, personaggio letterario interessante ed audace del secondo simbolismo russo, che scrisse diversi articoli su Čechov (soprattutto a proposito della sua drammaturgia), e che definì lo scrittore "un autentico simbolista".

Foto di Andrej Belyj.

Nelle nostre biblioteche è possibile trovare alcuni dei testi utilizzati come riferimenti bibliografici, ve ne proponiamo una selezione a questo link: Čechov nel simbolismo russo.

A integrazione, vi elenchiamo anche alcune delle risorse disponibili in formato elettronico a cui è possibile accedere come utenti Ca' Foscari:
- L'inafferabile età d'argento (Europa Orientalis 1996:15);
Čechov i zapadnoevropejskie simvolisty (Vestnik 2005:1).

domenica 22 gennaio 2017

Corsi BALI: 10 febbraio - 5 aprile. CdL Magistrale

Aperte le iscrizioni al corso "BALIPEDIA", riconosciuto come attività sostitutiva di stage (6 CFU). Frequenza obbligatoria. Iscrizioni a corsobali@unive.it.



venerdì 20 gennaio 2017

Conflitti e identità dei musulmani nell'India contemporanea

L'autore de "Il baniano secco",
Manzūr Ehteśām (1948-).
Titolo: Il baniano secco: conflitti e identità dei musulmani nell’India contemporanea nel romanzo di Manzūr Ehteśām
Autore: Giulia Princivalle
Relatore: Thomas Wolfgang Peter Dahnhardt
Correlatore: /
Corso di laurea: Lingue e Civiltà dell‟Asia e dell‟Africa Mediterranea
Tipo: tesi di laurea
Pagine: 268
Anno accademico: 2012/2013
Link: http://hdl.handle.net/10579/4048


Abstract: La tesi prende le mosse dalla traduzione dalla lingua hindī del romanzo Sūkhā bargad (Il baniano secco) dell’autore contemporaneo indiano Manzūr Ehteśām. Attraverso le vicende personali dei protagonisti del romanzo appartenenti a una famiglia della classe media musulmana di Bhopal, l’autore apre una finestra sulla situazione psicologica e sociale della comunità musulmana indiana del post indipendenza, esplorandone i conflitti interiori, la ricerca identitaria e ponendo in evidenza il deterioramento dei rapporti intercomunitari e dei valori secolari professati dalla costituzione indiana. La traduzione del romanzo nella sua interezza è corredata da un commento che si ripropone di analizzare e di mettere in luce le considerazioni relative alla comunità musulmana indiana che emergono dalla narrazione fornendo al lettore una chiave di lettura che gli permetta di interpretare e comprendere appieno i molteplici significati sottesi al testo letterario. Particolare attenzione è stata posta all'analisi della psicologia dei personaggi, del loro rapporto con i membri della classe sociale cui appartengono e con le altre componenti sociali del contesto e in particolare della città di Bhopal ove il romanzo è ambientato. Infine viene sottolineata l’importanza ricoperta all'interno del romanzo dagli eventi storici riguardanti i rapporti tra India e Pakistan, importanza dovuta alle ricadute emotive e sociali che questi hanno sulle vite dei protagonisti, sulla loro definizione di sé e sui rapporti con le persone appartenenti alla comunità indù.
La copertina dell'edizione inglese
del romanzo.


Nelle nostre biblioteche è possibile trovare alcuni dei testi utilizzati come riferimenti bibliografici, ve ne proponiamo una selezione a questo link: Musulmani d'India.

A integrazione, vi elenchiamo anche alcune delle risorse disponibili in formato elettronico a cui è possibile accedere come utenti Ca' Foscari:
- Can a Muslim be an Indian?;
- Urdu in Devanagari: Shifting orthographic practices and Muslim identity in Delhi;
The Origins of the Sunnite--Shiʿite Divide and the Emergence of the Taʿziyeh Tradition;
- Partition, Pakistan, and South Asian History: in search of a Narrative.

mercoledì 18 gennaio 2017

Corsi BALI 2016: un po' di numeri...

Domenica scorsa 15 gennaio era il “compleanno” di Wikipedia, l'enciclopedia online a contenuto libero più conosciuta e consultata del mondo, fondata il 15 gennaio 2001 dall'imprenditore Jimmy Sales e il filosofo Larry Sanger. In occasione di questo anniversario proponiamo un'analisi dell'andamento dei corsi BALI svolti nel 2016, nei quali è prevista la redazione di voci su Wikipedia. Tali corsi fanno parte del Progetto GLAM, a cui BALI continua a partecipare attivamente.

Prima di presentare i dati però riassumiamo brevemente la storia di questi corsi.



Il primo a proporre e introdurre l'utilizzo di Wikipedia come strumento didattico è stato nell'autunno 2015 uno studente di lingue cafoscarino, Saul Hoffman, il cui progetto (divenuto poi oggetto della sua tesi magistrale, consultabile sull'archivio tesi di Ca' Foscari a questo link: Wikimedia in the teaching) ha attirato l'interesse di alcuni docenti e del personale bibliotecario. Proprio all'interno di quest'ultimo ambito è maturata la proposta di un corso rivolto agli studenti di Lingue che sfruttasse le potenzialità offerte dall'attività di redazione di voci nell'enciclopedia online, nell'ambito dell'apprendimento delle competenze informative (come ricercare, selezionare, valutare le fonti, specie quelle online) e di ricerca bibliografica (quali strumenti utilizzare, con quali scopi e strategie di ricerca).

Alla fine del 2015 tale progetto presentato dalla bibliotecaria di Ca' Bembo Loretta Manzato ha ricevuto l'approvazione da parte dei Collegi Didattici dei due Dipartimenti (DSLCC e DSAAM) come attività sostitutiva di tirocinio.
I due corsi - Tesi di laurea: strumenti e strategie di ricerca bibliografica rivolto agli iscritti ai CdL Triennale e Balipedia ai CdL Magistrale - hanno avuto avvio rispettivamente nel novembre 2015 e febbraio 2016, e continuano a svolgersi con cadenza trimestrale. Entrambi si compongono di una parte di lezioni frontali (25 ore per gli studenti triennali e 40 per gli studenti magistrali) con prova intermedia sui contenuti affrontati, e di una parte di lavoro individuale consistente nella creazione o ampliamento di una voce di Wikipedia pertinente all'indirizzo di studio di ciascuno studente.


mercoledì 11 gennaio 2017

Silenzio di Endō Shūsaku

Silenzio / Endō Shūsaku
Roma : Coines Edizioni, 1973

Lo trovi in: BALI - Biblioteca di Studi sull'Asia Orientale
Collocazione: NIPPONI NIP LET 401
Verifica QUI la disponibilità

Endō Shūsaku 遠藤周作 (1923-1996) è stato uno dei pochi scrittori giapponesi di fede cristiana. La sua conversione però non fu frutto di una libera scelta, ma di un’imposizione: la madre, dopo il divorzio dal marito nel 1933 aveva trovato conforto nella religione cattolica, e su sua sollecitazione Endō si sottopose al battesimo nel 1934. Per tutta la vita egli percepì acutamente il conflitto tra la sua identità giapponese e il suo credo religioso, estraneo alla cultura nipponica: in diversi articoli e interviste paragonò la sua adesione al Cattolicesimo a “l’aver sposato la ragazza scelta per lui dai suoi genitori”, o a “l’indossare un abito che non essendo fatto su misura per lui gli dava un continuo senso di disagio”. Ciò influenzò profondamente le sue opere.

E tra di esse, oggetto del post odierno è Chinmoku 沈黙 (1966, “Silenzio”), che è stato di recente adattato in un film, dal 12 gennaio nelle sale italiane: “Silence”, diretto dal regista Martin Scorsese, premio Oscar per “The Departed” nel 2007.

La trama:
Nel 1633 giunge a Roma la notizia che il gesuita portoghese Cristóvão Ferreira (1580-1650), dopo 33 anni di permanenza in Giappone dove aveva ricoperto la carica di padre provinciale, ha commesso apostasia in seguito alle torture subite. Sconvolti e incapaci di credere che il loro mentore e maestro abbia potuto compiere un simile, terribile gesto, tre giovani sacerdoti decidono di affrontare un lungo viaggio irto di pericoli per recarsi di persona in Giappone e avere notizie su di lui. Uno dei tre è costretto a rinunciare e resta a Macao, a causa della malattia contratta durante il tragitto; gli altri due, Sebastião Rodrigues e Francisco Garrpe proseguono, entusiasti e pieni di buona volontà, animati anche dal desiderio di non lasciar spegnere la fiamma della cristianità nel Paese. Una volta arrivati però devono scontrarsi fin da subito con la durezza della realtà. Dopo un inizio, seppur nella segretezza e clandestinità, incoraggiante, le cose precipitano rapidamente a causa di un informatore che li denuncia. Inevitabile la cattura, e le indicibili sofferenze che ne conseguono. E la visita di un certo Sawano Chuan (nome naturalizzato di Ferreira) porta Rodrigues a mettere in discussione i valori in cui ha sempre creduto.