venerdì 15 dicembre 2017

Risorse LIS (Lingua Italiana dei Segni)

Aggiornate le risorse on-line per la LIS, Lingua Italiana dei Segni messe a disposizione da BALI!

  • Nella libreria di Anobii puoi trovare i testi sulle Lingue dei segni posseduti e consultabili nella Biblioteca di Scienze del Linguaggio

  • Nel sito CorsiBali puoi trovare diverso materiale online: siti web, pubblicazioni, indicazione dei corsi attivati a Ca' Foscari, tesi dedicate alla LIS



  • Tesi LIS, perlopiù discusse a Ca' Foscari,  sono consultabili fulltext nell'archivio LEAR (Linguistic Electronic ARchive).



  • Ulteriori risorse elettroniche sono disponibili anche facendo una ricerca con CerCa, il portale delle risorse cartacee ed elettroniche di Ateneo. 
(Seguono altre risorse...)

lunedì 27 novembre 2017

Nuovo trial Cambridge Journal Full Package 2017

Gli utenti di Ca' Foscari (dotati di account @unive.it o @stud.unive.it) fino al 31 dicembre potranno accedere alla collezione di periodici elettronici Cambridge Journal Full Package 2017 (388 titoli) presenti sulla piattaforma Cambridge Core.

Accesso al portale

Si può accedere dai PC presenti nelle sedi universitarie, già connessi alla rete di Ateneo, o accreditarsi come utenti di Ca' Foscari con propri dispositivi (anche esternamente all'Ateneo):


Fare una ricerca in Cambridge Core

Oltre ai periodici messi a disposizione dal trial, tramite il portale è possibile accedere ad altre risorse.
Dalla schermata principale si possono compiere due tipi di ricerche:
  • inserendo uno o più termini nel box unico viene svolta una ricerca sui periodici e ebooks accessibili agli utenti di Ca' Foscari (selezionare);
  • cliccando su Browse by subject viene visualizzato l'elenco delle suddivisioni disciplinari
Per visualizzare le risorse disponibili nella piattaforma è possibile cliccare sulla sezione What we publish presente nella barra grigio chiaro in alto: i contenuti sono organizzati per collezioniperiodicilibripublishing partners, risorse Open Access.

mercoledì 22 novembre 2017

André Gide: un'anima complessa e anticonformista


"Les plus belles œuvres des hommes sont obstinément douloureuses. Que serait le récit du bonheur ? Rien, que ce qui le prépare, puis ce qui le détruit, ne se raconte."
L'immoraliste


Gide nel 1948. LEEMAGE - AFP Fonte
Ricorre oggi l’anniversario della nascita di André Gide (Parigi, 22 novembre 1869 – Parigi, 19 febbraio 1951), scrittore francese tra i più anticonformisti e controversi d’inizio Novecento, premio Nobel per la letteratura nel 1947.

Cresciuto nel clima rigido di una famiglia dell'alta borghesia protestante, Gide ha un percorso di formazione piuttosto discontinuo e al di fuori degli schemi di istruzione tradizionali.
Da ventenne entra in contatto con alcune delle personalità più brillanti e significative della sua epoca, come i poeti della corrente simbolista Mallarmé e Valéry, che orientano le sue prime opere.
Si caratterizza fino ad allora per un forte interesse spirituale, tendente all'ascetismo: un viaggio in Tunisia e in Algeria nel 1893-94 per ragioni di salute però, lo trasforma radicalmente facendogli vedere un lato edonistico dell'esistenza che la sua educazione puritana aveva fortemente limitato. L'incontro con Oscar Wilde, conosciuto in precedenza a Parigi, e con l'amante di questi, Lord Alfred Douglas, lo induce a vivere più liberamente la propria omosessualità.

lunedì 6 novembre 2017

Università di Cambridge: "decolonizzare" il curriculum di studi

Lettera alla Facoltà
Lo scorso giugno circa 150 studenti dell'Università di Cambridge in una lettera aperta hanno rivolto alla Facoltà di inglese la richiesta di "decolonizzare" il programma di studi, perchè venga assicurata la presenza di scrittrici, scrittori neri e minoranze etniche.
Il programma attuale, sostengono, “eleva autori maschi bianchi a scapito di tutti gli altri” e rischia di perpetuare il razzismo istituzionale.
Citando Edward Said, lo scrittore americano noto per la sua critica del concetto di orientalismo, i firmatari hanno denunciato il "canone" eurocentrico dell'attuale curriculum di studi, eredità della storia imperiale britannica, che porterebbe a marginalizzare e a dare una falsa rappresentazione degli scrittori del sud del mondo. Ignorare il pensiero postcoloniale e le questioni di razza e di genere condurrebbe ad una conformità di pensiero, causa di esclusione degli stessi studenti provenienti da culture ed esperienze diverse (BME students).
Tra le proposte finali della lettera, l'inserimento nei testi d'esame e nei seminari di autori postcoloniali e BME, una maggiore inclusione e una diversa formazione per i supervisori.

Cosa significa BME / BAME?
Sia all'interno della lettera degli studenti, che nel dibattito da essa suscitato, di cui vi è traccia nei
giornali britannici di questi giorni, vengono spesso citate le sigle BME/BAME.
Black and Minority Ethnic (BME), o Black, Asian and Minority Ethnic (BAME), secondo il londinese Institute of Race Relations, è, semplificando, il termine con cui in Gran Bretagna si definiscono i membri di comunità non-bianche.
Nonostante il loro diffuso uso, i significati precisi di queste sigle, così come quelli di inclusione e esclusione, rimangono sfuggenti e soprattutto limitanti, perchè presuppongono che gli individui BME/BAME siano un gruppo omogeneo (cinesi e africani lo sono?), oppure

lunedì 30 ottobre 2017

“Fierce consumers of life”

Titolo: "Fierce consumers of life": Feminism in the Works of Chimamanda Adichie
Autore: Laura Biscaldi
Relatore: Shaul Bassi
Correlatore: Marco Fazzini
Tesi di laurea: Lingue e letterature europee, americane e postcoloniali
Tipo: tesi di laurea
Pagine: 158
Anno accademico: 2016/2017
Link: http://hdl.handle.net/10579/10422

Foto dell'autrice.
Abstract: Il presente testo considera la figura dell'autrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie come rappresentativa di una nuova ondata di femminismo. Il femminismo di Adichie viene analizzato dalla prospettiva della discussa quarta ondata, oltre che dalla prospettiva di un approccio d'intersezione. Inoltre, questo testo esamina anche gli elementi postcoloniali negli scritti di Adichie e come essi si collegano con la sua posizione femminista. Vengono presentati quattro testi di Adichie per un'analisi da un punto di vista postcoloniale e d'intersezione: "Ibisco viola", "Metà di un sole giallo", "Quella cosa intorno al collo" e "Americanah". Infine, la sezione conclusiva approfondisce il rapporto di Adichie con i media, la cultura popolare e le nuove forme di divulgazione offerte dalla tecnologia attuale.

La tesi è interamente in lingua inglese.
Le copertine dei suoi romanzi: "Purple Hibiscus", "Half of a Yellow Sun" e "Americanah".
Nelle nostre biblioteche è possibile trovare alcuni dei testi utilizzati come riferimenti bibliografici, ve ne proponiamo una selezione a questo link: Fierce consumers of life.

A integrazione, vi elenchiamo anche alcune delle risorse disponibili in formato elettronico a cui è possibile accedere come utenti di Ca' Foscari:

venerdì 27 ottobre 2017

"Le tre ghinee" di Virginia Woolf e dintorni

Presentato in una prima versione l’8 marzo a Ca’ Foscari Zattere per la Giornata Internazionale della Donna, questo video nasce all'interno dei corsi realizzati dalla Biblioteca di Area Linguistica (BALI) nei mesi di febbraio e marzo 2017.
Oltre 40 studentesse e studenti dei CdL Triennale e Magistrale hanno sperimentato le conoscenze apprese di utilizzo degli strumenti e delle tecniche di ricerca bibliografica, nella creazione, ampliamento, modifica di voci di Wikipedia relative ad autrici e a tematiche vicine a Virginia Woolf e al libro “Le tre ghinee”.

Le voci pubblicate nell'enciclopedia online e il testo della scrittrice inglese hanno costituito il filo conduttore della narrazione che accompagna il video, corredata da immagini, musiche e letture in lingua originale di testi delle autrici e degli autori trattati.
Alla realizzazione del video, dal punto di vista tecnico o contribuendo con alcune letture, hanno partecipato, oltre agli iscritti ai corsi BALI, volontarie di servizio civile impiegate presso BALI (Elisa, Irene, Lucia), e bibliotecarie/i di area linguistica (Loretta, Diego, Anna, Giovanna).


I temi affrontati (l'esclusione delle donne dall'istruzione e dalle professioni, il diritto di voto e l'obiezione di coscienza, il pacifismo femminista), e il loro ordine espositivo (Uno, Due, Tre) traggono ispirazione dal contenuto e dalla struttura di "Tre ghinee".
Le voci redatte hanno permesso l'esplorazione di scenari più ampi, a volte evocati dalla stessa Woolf. La sua critica dell'imperialismo britannico la collega idealmente all'attivista britannica Emily Hobhouse, sua contemporanea, che denunciò la barbarie della guerra condotta in Africa dall'esercito inglese; la sua condanna delle gerarchie ecclesiastiche e la proposta della "Società delle estranee", recano le tracce del pensiero della nonna quacchera di Woolf, Caroline Stephen, figlia di abolizionisti, che a sua volta ci conduce alle matrici religiose e sociali che connotano le origini dei movimenti femministi statunitensi.
L'allargamento, anche geografico, dell'orizzonte narrativo, ha permesso di attraversare paesi e culture diversi, snodandosi dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti, ai paesi asiatici, fino al mondo arabo e al Vicino Oriente.

Questi in breve i contenuti delle sezioni in cui è suddiviso il video, che potete visualizzare completo a questo link: "Le tre ghinee" di Virginia Woolf e dintorni.

Introduzione
Che cos'è una "ghinea"? Non solo una moneta coniata in Gran Bretagna con l'oro importato dalle colonie africane, ma anche un termine gergale statunitense usato per definire gli immigrati italiani. Tra fine '800 e primi decenni del '900, in uno dei quartieri più degradati di Chicago, Jane Addams, premio Nobel per la pace nel 1931, con altre attiviste del tempo, promuove la costruzione di un centro di accoglienza e di educazione permanente per immigrati, dando vita al primo social settlement statunitense.
Emily Hobhouse, pacifista inglese, fu l'anima della protesta contro l'imperialismo britannico. Nel suo "The Brunt of War and Where It Fell", pubblicato nel 1920, rende note all’opinione pubblica le condizioni disumane dei campi di concentramento in Sud Africa in cui veniva rinchiusa la popolazione civile durante la seconda guerra anglo-boera: 22.000 bambini vi persero la vita.

Letture:
Virginia Woolf (inglese)
Jane Addams (inglese)
Emily Hobhouse (inglese)

Ghinea 1
Fino ai primi decenni del Novecento le donne avevano difficilmente accesso all'istruzione, prerogativa dei figli maschi di famiglie benestanti. Il sapere e la conoscenza costituivano dei privilegi riservati a loro soltanto: la religione, la natura e la legge erano utilizzate per confermare questo stato delle cose. Tuttavia vi furono donne, come Anne Clough, fondatrice del Newham College, e Frances Mary Buss, che si opposero a questa esclusione, spendendosi a favore della promozione dell'istruzione femminile.

Letture: 
Virginia Woolf (inglese)

Ghinea 2
Per Woolf istruzione e lavoro rappresentavano i necessari prerequisiti per l'indipendenza di pensiero.
Per molto tempo però l'unica professione disponibile per le donne è stata il matrimonio, che le rendeva dipendenti economicamente dai mariti, impossibilitate ad ottenere una realizzazione personale e ad esprimere un'opinione autonoma e disinteressata.
Nella Gran Bretagna del primo Novecento Cicely Hamilton, attrice e drammaturga, autrice nel 1909 di "Marriage as a trade", criticò fortemente il sistema patriarcale che relegava le donne al ruolo di moglie e  madre. Eleonore Rathbone, si batté per il diritto al lavoro femminile e sostenne la retribuzione del lavoro domestico e della maternità.
Nello stesso periodo, in Corea, la messa in discussione dei vincoli matrimoniali e la scelta di realizzazione personale attraverso una professione e non all'interno della famiglia, portava all'isolamento e alla riprovazione sociale, come testimonia la vita della pittrice Na-Hye Sok.
In Cina, la scrittrice e rivoluzionaria Qiu Jin rifiutò la tradizione e condannò la pratica allora vigente del matrimonio combinato e della fasciatura dei piedi imposta alle donne. 

Letture:
Virginia Woolf (inglese)
Na Hye Sok (coreano)
Qiu Jin (cinese)

Virginia Woolf e il voto
Argomento di questa sezione è il diritto di voto femminile e la posizione della scrittrice nei confronti del movimento suffragista, in particolare di una delle organizzazione più note al tempo: la Women's Social and Political Union delle sorelle Pankurst, che aveva scelto l'utilizzo di metodi spesso aggressivi e violenti nella lotta per il suffragio.

Letture:
Virginia Woolf (inglese)




L'obiezione di coscienza
Secondo Woolf il regime patriarcale è direttamente legato alla cultura della guerra, della quale è promotore. Ma non tutti gli uomini si sono uniformati a questa linea di pensiero: durante la prima guerra mondiale furono molti gli obbiettori di coscienza che si opposero alla scelta militare e che denunciarono gli orrori generati dal conflitto armato fra le nazioni.
Fra questi, il gruppo dei "Sedici di Richmond" e il giornalista e politico E.D. Morel.

Letture
E.D. Morel (inglese)

Ghinea 3
Durante il conflitto mondiale, il primo Convegno organizzato a livello internazionale contro la guerra fu promosso da associazioni di donne provenienti da 12 paesi europei e non, per le quali l'idea della pace doveva fondarsi sulla giustizia sociale, sulla cooperazione fra le nazioni e sui diritti umani, fra cui l'uguaglianza di genere.
Molte donne, anche singolarmente, diedero voce al loro rifiuto della guerra, in Europa e altrove. Fra queste, la pacifista inglese Helena Swanwick e la socialista libertaria francese Marcelle Capy. In Giappone, Akiko Yosano.

Letture:
Marcelle Capy (francese)
Akiko Yosano (giapponese)

L'eredità di Virginia Woolf 
La "Società delle estranee", il modello organizzativo proposto da Virginia Woolf, privo di leader,
fondato sull'impegno individuale, su azioni non violente di resistenza, disobbedienza e testimonianza, si colloca all'antitesi delle organizzazioni politiche tradizionali.
Esso diventerà eredità di molte associazioni pacifiste e femministe in Europa e nel mondo. Un esempio è rappresentato dall'esperienza delle Donne in Nero, nata in Israele e diffusasi in molti paesi, a sostegno della pace e della risoluzione non violenta dei conflitti.

Letture:
Donne in nero 1 (ebraico)
Donne in nero 2 (ebraico)
Donne in nero 3 (arabo)

venerdì 20 ottobre 2017

La montagna svuotata

Foto dell'autore.
Titolo: La montagna svuotata. Traduzione e commento di alcuni capitoli del romanzo di A Lai
Autore: Beatrice Ceresini
Relatore: Paolo Magagnin
Correlatore: /
Tesi di laurea: Interpretariato e Traduzione Editoriale, Settoriale
Tipo: tesi di laurea
Pagine: 161
Anno accademico: 2012/2013
Link: http://hdl.handle.net/10579/3453

Abstract: Traduzione e commento traduttologico di un brano tratto dalla trilogia "空山" kōngshān, "la montagna svuotata" di Alai, autore di origine tibetana che descrive con magistrale abilità la condizione della minoranza etnica cui appartiene sullo sfondo degli sconvolgimenti storici che hanno animato la seconda metà del novecento.


Nelle nostre biblioteche è possibile trovare alcuni dei testi utilizzati come riferimenti bibliografici, ve ne proponiamo una selezione a questo link: La montagna svuotata.

A integrazione, vi elenchiamo anche alcune delle risorse disponibili in formato elettronico a cui è possibile accedere come utenti di Ca' Foscari: