lunedì 20 ottobre 2014

Gli alberi della sepoltura: ecologia e cultura della morte in Giappone

Japanese tree burial : ecology, kinship and the culture of death / Sébastien Penmellen Boret
London ; New York : Routledge, 2014
Lo trovi alla Biblioteca di Studi sull'Asia orientale. Collocazione VIP SCSO 950
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Il monaco buddista Chisaka Genpo introdusse nel 1999 nel tempio zen di cui era a capo nella prefettura di Iwate, nel nord del Giappone, una nuova forma di sepoltura delle ceneri dei defunti: all’interno di un vasto bosco, un albero e una piccola tavoletta di legno con inciso il nome del defunto sostituirono il tradizionale cimitero con le lapidi. Di lì a qualche anno questo modello di sepoltura avrebbe ispirato la nascita di 50 simili cimiteri in tutto il paese.
Il libro di Sébastien Penmellen Boret  esplora il fenomeno degli alberi di sepoltura, tracciando lo sviluppo e l’evoluzione dei sistemi funerari, interrogandosi sui motivi che conducono a scegliere questa nuova pratica (non da ultimi il costo delle tradizionali lapidi, diventato per molti insostenibile, e la mancanza di spazio per la creazione di nuove tombe nelle aree urbane), e esaminando l’impatto di questa pratica sulla visione tradizionale della morte e dell’aldilà nella cultura giapponese.
L’idea della corporeità dell’individuo che con le sue ceneri nutre la terra e rientra nel ciclo della natura si concilierebbe con l’esigenza della valorizzazione e preservazione degli spazi verdi e del paesaggio archetipico del Giappone, dove le persone, gli animali, le foreste, e tutte le altre forme di vita coesistono in armonia. Il dibattito sulla crisi ambientale è molto presente in Giappone, molte foreste native giapponesi sono state distrutte dopo il dopoguerra a causa dell’industrializzazione, e imponente è stato l’esodo dalle campagne alle città: la nuova pratica rappresenta un’occasione di sintesi e simbiosi fra ambientalismo e memoria individuale.
 
Indice e altre informazioni sul sito dell'editore

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